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Progettista e Direttore Lavori : Arch. Paolo Bovo
Impresa Costruttrice : Frambiglio Fiorenzo di Rifreddo (1° Lotto)
Martino Pierangelo di Revello (2° Lotto)
Luogo : Via Pinerolo - Regione Paracollo - Saluzzo
DATI TECNICI :
Volume: 964 mc
Superficie piano terra: 144 mq
Superficie piano primo: 144 mq
Materiali principali utilizzati : relativi alle categorie tradizionali e preesistenti
(coppi, strutture lignee, laterizi, calce, calce osmotica, pietra)
Tecnologie costruttive utilizzate : rifacimento solaio piano primo con carpenteria metallica
e laterizio, formazione assito coibentato al piano sottotetto locale sud
Impianti :
Approvvigionamento idrico: con adeguamento del pozzo artesiano esistente.
Scarico acque reflue e meteoriche: installazione fosse biologiche e formazione di canalizzazione acque bianche.
Impianto di riscaldamento con caldaia a gpl e serbatoio interrato.
Sotto il profilo ambientale l'edificio si presenta situato ai margini della statale Laghi di Avigliana, nel territorio
comunale di Saluzzo, costruito sulla sponda destra del Po in direzione Cardè.
Il casolare è costruito in prossimità del fiume a ridosso di uno spartiacque naturale che disegna
forti dislivelli di terreno che ne avvolgono la struttura del piano terreno.
La casa cantoniera che dista alcuni metri dalla strada statale ed è raggiungibile tramite
un piccolo accesso carraio posto sul lato nord è costituita da un fabbricato in linea edificato su due piani fuori terra.
Il progetto predisposto per il restauro conservativo dell’edificio, destinato in fase preliminare
a funzioni ricettive, risulta attualmente concluso per i 2/3 con medesimi indirizzi di
rifunzionalizzazione ad uso ricettivo per l’insediamento di attività future di gestione dell’area parco.
Il progetto in particolare destina all'edificio il carattere di luogo di scambio e di incontro
per l'insediamento di attività didattiche e/o direzionali dell'Ente di Gestione del Parco fluviale del Po Cuneese.
Le opere realizzate comprendono la realizzazione degli interventi necessari all’eliminazione delle cause ed effetti di degrado dell’edificio (consolidamento strutturale delle murature dei solai del tetto, risanamento dall’umidità di risalita), adeguamento della rete impiantistica (illuminazione, sicurezza, riscaldamento, approvvigionamento e smaltimento acque).
Sotto il profilo architettonico l’edificio che risulta complessivamente invariato sul fronte sud
prospetta la formazione di una tettoia poggiante su un sistema di pilastri in mattoni sovrapposta
al sistema preesistente al fine di creare un’area coperta di connessione fra interno ed esterno.
Il Chiabotto sarà destinato ad ospitare laboratori didattici e locali foresteria.
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