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Le avventure di Mago Glu Glu - I Rospi di Pagno
 
La valle Bronda è bellissima.
Ci sono passato alcuni giorni fa.
Lungo la strada però ho visto una cosa terribile.

 
Questo è un Rospo morto.
 
Ce ne sono tantissimi sulla strada.
Tutti schiacciati dalle automobili.
 
I Rospi, giungendo dai versanti della valle, vorrebbero raggiungere le acque del Torrente Bronda per deporre le uova.
 
Ma i Rospi, si sa, sono lenti.
La strada per loro è larghissima.
 
Riuscire ad attraversarla è un vero terno al lotto.
 
Qualcuno è riuscito a salvarsi restando nel fosso.
 
In realtà vuole mangiare.

A questi due, per esempio, è andata di lusso.

Il Papà sopra e la Mamma sotto sono vivi e vegeti. Aspettano la notte per cercare di raggiungere il Bronda.

Ma ce la faranno o andranno ad aggiungersi a quelli spiaccicati sull’asfalto?
 
Un caso meno fortunato. Il Papà è vivo ma la Mamma è morta.

Vedete la lieve chiazzolina rossa sul muso? Si capisce subito che lei è morta. Soltanto il Papà sembra non volersene accorgere…
 
Ho raccontato tutto ad un amico Folletto – che qui vedete travestito da umano – e a Fata Luisa, che non vedete perché non permette a nessuno di ritrarla.
 
Sono subito partiti al soccorso dei Rospi rifugiati nel fosso.
Assieme ne hanno raccolti più di 50 e li hanno portati al sicuro nel Bronda.

Almeno quelli sono salvi.
 
Se potessero i Rospi si fermerebbero nel laghetto che c’è appena sopra il muro che fiancheggia la strada.

E’ molto bello il laghetto, ma gli Umani l’hanno quasi del tutto prosciugato, resta soltanto una piccola pozza.

Che peccato… e non soltanto per i Rospi…
 
Questi sono tra i fortunati che hanno trovato rifugio nella pozza.

A mollo si sta benissimo, e per fare le uova l’acqua è indispensabile. Questa poi, a differenza di quella del Bronda che puzza parecchio, è bella pulita e trasparente.

Qualche pagliuzza sul naso non da certo fastidio ai miei amici Rospi.
 
Discorsi da Rospi: si stanno raccontando le ultime novità.

Sono in molti nella pozza, ma se il lago avesse più acqua sarebbero in moltissimi.
 
Queste sono le uova, nere ed a catenella.
 
Per deporre le uova i Rospi restano sott’acqua a lungo, sempre strettamente uniti.

E’ una magia poter rimanere tanto tempo senza respirare.
 
Poi ci si aggrovigliano nelle uova, le tirano e le spostano, sembra che ci giochino.
Questa pure è una magia.
 
Anche qui ci sono pericoli.

La Natrice è ghiotta di Rospi e non si trova qui a caso. Vorrebbe papparsene uno, non c’è dubbio.

Ma in natura questo è del tutto normale.
 
“Cari Umani”,
dicono questi Rospi,
”per favore, potreste lasciarci
un po’ d’acqua pulita
e rispettarci un po’ di più?”
di renzo ribetto – Parco del Po Cuneese
 
 

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