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Le avventure di Mago Glu Glu - Gelo di Primavera...
 
lunedì 25 marzo 2002

 
La pianura attorno a Saluzzo, prima che le montagne a corona del Monviso si coprano di verde, indossa il suo abito più bello, e, per una volta, il merito va ai frutteti.
 
Entrare nei filari di peschi è come accedere a un mondo di sogni pulito e colorato.
 
Poche cose al mondo sono belle come un pesco in fiore.
 
Anche i meli sono bellissimi ed il bianco mescolato al rosa dei peschi evoca pensieri di fiaba e di sogno.
 
Se volessimo far stare un altro fiore nel groviglio di quelli posti dalla natura e dalla mano dell’uomo, proprio non sarebbe possibile.
 
Avete mai provato a guardare da vicino un fiore di melo?

La sua bellezza è magica e soltanto le api lo sanno fino in fondo apprezzare.
 
La natura però è bizzarra ed il tempo ancor di più.

Quando meno te lo aspetti e quando già sono arrivate le prime Rondini, ecco di nuovo il gelo.

Sembrava partito ed invece eccolo, rifà capolino e rialza la testa.
 
L’uomo ha imparato a difendere i suoi frutti dal gelo… con altro gelo, passando per l’acqua.

Potenti getti irrorano i frutteti, piante e fiori racchiusi in un astuccio di ghiaccio mantengono una temperatura leggermente superiore allo zero.

Sembra incredibile, ma la frutta ed il lavoro di un anno si salvano così.
 
Questa foresta di ghiaccioli è un campo di kiwi che porterà frutti, anche se questa notte la temperatura è scesa a meno quattro gradi centigradi.
 
C’era un po’ di vento mentre l’acqua lanciata dall’uomo cadeva, ed i ghiaccioli, crescendo, si sono piegati a suo favore.
 
Peschi, erba e kiwi sono incorniciati in un’unica fredda e lucida cornice di ghiaccio.
 
Sotto il ghiaccio i rami del pesco si inchinano alla terra e soltanto i più grossi reggono la collana di perle di ghiaccio.
 
I fiori appaiono sbiaditi ma basterà un po’ di sole per ridare loro vita e colore.
 
Eccolo il segreto delle pesche che mangeremo questa estate, un grosso e rumoroso trattore fermo presso un fosso nascosto che porta acqua dal torrente
 
Un tubo pesca l’acqua, non per irrigare, ma per fare una grande coperta che difenda dal gelo.
Se l’uomo usasse sempre la sua intelligenza così, i fiumi sarebbero belli e puliti, magici come i meli ed i peschi sotto il ghiaccio di primavera.
Se questo non avviene è perché l’uomo non ama abbastanza l’acqua; per questo spesso la insulta, senza comprendere che l’ambiente è una grande casa, dove si sta male se c’è troppo sudiciume.
E se l’uomo imparasse a difendere l’acqua come ha imparato a difendere i suoi frutti dal gelo…?

di Renzo Ribetto – Parco del Po Cuneese
 
 

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